Nicaragua: il Governo mostra dopo otto mesi un video e diverse foto sulla detenzione di mons. Álvarez. “Le condizioni sono preferenziali”

(Foto: Governo del Nicaragua)

Mons. Rolando Álvarez, il vescovo di Matagalpa condannato a 26 anni di carcere, non è detenuto in una cella punitiva e di massima sicurezza, nota come El Infiernillo, nel sistema penitenziario di Tipitapa. Questo, almeno, sostiene il regime di Daniel Ortega e Rosario Murillo, che ieri, dopo otto mesi senza alcuna notizia sulla situazione del vescovo, ha diffuso un video e diverse foto come prova che il presule si trovi in vita. Le immagini sono state scattate in momenti diversi. “Il Ministero dell’Interno del Governo di Riconciliazione e Unità nazionale del Nicaragua invia, al nostro popolo e alla comunità internazionale, video e fotografie della vita di Rolando Álvarez nel Sistema penitenziario nazionale, dove sta scontando la sua condanna per tradimento”, si legge in una nota ufficiale del Ministero dell’Interno. Il comunicato stampa ufficiale aggiunge che, “come si può vedere nel video e nelle fotografie, le condizioni di detenzione sono preferenziali e il regime di consultazioni mediche, visite familiari e ricezione di pacchi è rigorosamente rispettato, contrariamente a quanto vorrebbero far credere le campagne denigratorie”. Nel video diffuso dal Ministero dell’Interno, si vede un mons. Álvarez molto magro in una stanza con una serie di mobili, un tavolo con ornamenti e un altro tavolo rotondo con quattro sedie, oltre ad alcuni alimenti e oggetti personali. Il vescovo è stato anche ripreso mentre guarda la televisione.
Durante i quasi due minuti del video, il presule ha un volto molto serio, con evidenza è costretto a posare per la registrazione delle immagini; altre foto documentano la visita dei fratelli Vilma e Manuel Álvarez e il ricevimento di alcune cure mediche.

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