Diocesi: mons. Checchinato (Cosenza), “san Francesco ha scelto la dimensione della piccolezza. Dobbiamo guardare agli ultimi e agli imperfetti”

“A noi uomini e donne del XXI secolo spesso appare importante anzitutto ciò che è grande e potente, e spesso siamo tentati dal misurare secondo la logica del più forte, quando invece dobbiamo guardare alla storia con gli occhi di Gesù, è questo significa guardare agli ultimi e agli imperfetti. Così ha fatto Francesco nella sua vita”. Lo ha detto questa sera mons. Giovanni Checchinato, arcivescovo di Cosenza-Bisignano, presiedendo in cattedrale la liturgia della Parola a memoria degli 800 anni dall’approvazione della Regola bollata. All’interno della chiesa madre bruzia, i membri del prim’ordine francescano, delle suore legate al carisma e dei Terz’ordini. “Il rischio che noi tutti corriamo, quando ci mettiamo a servizio – ha osservato mons. Checchinato – quando facciamo il bene, è che ci mettiamo in una posizione diversa da chi riceve il nostro bene, quasi come gestori della vita degli altri. Invece il mistero dell’incarnazione è quello di assumere come criterio della storia propria e altrui quella della piccolezza”. Per il presule, “ciò ci fa capire che, se davvero vogliamo essere seguaci del Signore, abbiamo bisogno noi di diventare poveri, di farci fratelli e sorelle”, proprio perché “Francesco ha scelto la dimensione della piccolezza”.
La celebrazione era stata aperta dal saluto di padre Giovanni Loria, provinciale dei Frati minori cappuccini di Calabria, il quale ha evidenziato che “oggi facciamo l’elogio di un uomo illustre, la cui memoria è benedizione”. Esprimendo “gioia per il dono della Regola, che oggi compie 800 anni”, padre Loria ha evidenziato che essa “è la via certa per conoscere Gesù Cristo, perché la Regola ci riporta sempre al Vangelo. E noi vogliamo essere sale e luce in questa terra di Calabria”.

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