Cop28: Amnesty International, “i leader presenti devono salvaguardare i diritti umani, esercitando pressioni sugli Emirati Arabi Uniti”

“I leader presenti devono salvaguardare i diritti umani, esercitando pressioni sugli Emirati Arabi Uniti”: lo dichiara Agnes Callamard, segretaria generale di Amnesty International durante la Conferenza annuale delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico (Cop28) negli Emirati Arabi Uniti. Difendere il diritto di libertà di espressione, di associazione e di riunione pacifica, secondo Amnesty, è essenziale per raggiungere questi obiettivi nel contesto di una conferenza inclusiva dedicata al clima. Questi sono anche obblighi fondamentali che gli Emirati Arabi Uniti devono rispettare. Amnesty International ha espresso la sua preoccupazione per il rischio che l’industria dei combustibili fossili possa ostacolare un esito positivo della Cop28. L’organizzazione per i diritti umani fa notare che il fatto che il presidente della conferenza, Sultan Al Jaber, sia anche a capo dell’Adnoc, l’azienda di stato del petrolio e del gas degli Emirati Arabi Uniti, “mostra un chiaro caso di conflitto di interessi e rappresenta una minaccia per la credibilità della conferenza stessa”: per questo Amnesty chiede che Al Jaber rassegni le sue dimissioni da presidente dell’Adnoc. Oltre a ciò, alla Cop28 è chiesto di confermare il proprio impegno a limitare l’aumento della temperatura globale in questo secolo a 1,5°C, al fine di evitare effetti ancora più devastanti del cambiamento climatico. Durante la Conferenza, Callamard ha chiesto alla Banca Mondiale se sarà in grado di rispettare gli accordi presi nel 2022, riguardo la creazione di un Fondo per le persone vittime dei disastri causati dai cambiamenti climatici. “Chiediamo inoltre che gli Stati più industrializzati forniscano rapidamente le risorse necessarie affinché il Fondo per le perdite e i danni possa iniziare ad aiutare le persone che ne hanno urgentemente bisogno”, ha aggiunto Callamard. La segretaria generale di Amnesty ha fatto notare quanto sia importante che i Paesi partecipanti alla COp28 presentino un piano chiaro e realizzabile per i prossimi anni: “I Paesi più sviluppati avevano precedentemente promesso di fornire 100 miliardi di dollari all’anno entro il 2020 per aiutare i Paesi privi di risorse a adattarsi ai cambiamenti climatici e a mitigarne gli impatti. Questo impegno non è stato mantenuto”.

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