Papa Francesco: ai membri di Logia, “la fede non è mai sinonimo di chiusura”. “Costruite ponti, riservate attenzione alle persone escluse”

“Abbiate a cuore di manifestare, con le parole e le azioni, che la fede in Gesù Cristo non è mai sinonimo di chiusura, perché essa è dono di Dio offerto a tutti gli uomini come un cammino che libera dal peccato, dalla tristezza, dal vuoto interiore, dall’isolamento e la sorgente di una gioia che nessuno può toglierci”. È l’esortazione rivolta questa mattina da Papa Francesco ai membri dell’Associazione Logia proveniente dal Belgio durante l’Udienza nella Sala del Concistoro del Palazzo Apostolico. “Nell’ambito di una società secolarizzata, dove alcuni vorrebbero relegare la religione nella segreta intimità delle persone, l’obiettivo della vostra associazione – ha detto Francesco citando l’Evangelii gaudium – sottolinea che ‘una fede autentica […] implica sempre un profondo desiderio di cambiare il mondo, di trasmettere valori, di lasciare qualcosa di migliore dopo il nostro passaggio sulla terra’”. “Attraverso la vostra presenza nel cuore dell’ambito pubblico e nei media – ha proseguito il Papa – voi attestate che la scelta di seguire Cristo e di mettere in pratica le sue parole non costituisce mai una perdita di umanità ma favorisce lo sviluppo dei nostri talenti e delle nostre competenze in vista del bene di tutti, al servizio dell’edificazione di una società più giusta, più fraterna, più umana secondo il cuore di Dio”. Francesco ha incoraggiato i presenti “a mettere in luce, mediante la partecipazione al dibattito pubblico, che il Vangelo è una via di umanizzazione alla scuola di Gesù, nostro Signore e nostro Maestro, non come dei nemici che puntano il dito e condannano, ma con dolcezza e rispetto (cfr 1 Pt 3,16), senza stancarvi di fare il bene (cfr Gal 6,9)”. Per il proseguimento dell’impegno di Logia il Papa ha suggerito di appoggiarsi “sulla grande ricchezza della tradizione cristiana e sulla Dottrina sociale della Chiesa”. E ha invitato “a sviluppare legami di fraternità per rendere visibile questa comunione delle differenze”, “per far crescere, con la vostra testimonianza di vita, una cultura dell’incontro e del dialogo in mezzo alla società”. L’augurio di Francesco è quello di “umilmente mettere in luce quella santità a cui il Signore ci chiama, costruendo, con audacia e perseveranza, ponti tra gli uomini, tra le generazioni, tra i diversi ambiti sociali e professionali, e riservando un’attenzione particolare ai piccoli, ai poveri e a tutte le persone che sono, in un modo o nell’altro, escluse”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Chiesa

Informativa sulla Privacy