Diocesi: mons. Crociata (Latina), “servono comunità reali, vive e accoglienti che sappiano attrarre i nostri giovani”

Il cammino pastorale che si prospetta per la diocesi pontina sarà orientato alla comunità e ai giovani. L’indirizzo appare chiaro anche dal titolo della Lettera pastorale “Una Chiesa che cresce: generare, educare, accompagnare alla vita in Cristo”, che il vescovo Mariano Crociata ha presentato giovedì e venerdì scorso all’assemblea pastorale diocesana, tenuta a Latina. In gioco c’è il futuro dell’uomo prima ancora del cristiano. La relazione tra comunità e giovani passa per l’intero ciclo dell’Iniziazione cristiana: prima il dialogo con le famiglie in vista del Battesimo e dopo per i periodi necessari alla Prima comunione e alla Cresima. Due cammini che nella diocesi pontina saranno riformati, come ha spiegato lo stesso vescovo, e già da mesi si studia a questo.
Rispetto ai giovani, Crociata ha riconosciuto che “già adesso le maggiori energie del nostro impegno pastorale” sono dedicate a loro, tuttavia “questo sforzo ci ha mostrato che la nostra pastorale non è in ascolto vero dei ragazzi, non li capisce per come veramente sono, non risponde alle loro attese profonde nel momento in cui si presentano per la catechesi e la frequentano. E i segni sono tanti. Questo non vuol dire che il Signore non agisca in loro e che i nostri sforzi non producano proprio niente. Vuol dire che è l’impostazione complessiva che è carente e, anzi, inadeguata”. Se questa è la situazione, Crociata ha le idee chiare: “In diversi abbiamo maturato la consapevolezza che ciò che manca è una comunità viva, che accolga e faccia sentire di essere un luogo di vita, fatto di persone appassionate del bene e dedicate le une alle altre, per le quali i ragazzi sono sentiti come un patrimonio prezioso da custodire e coltivare per prepararlo alla vita. Vogliamo ripartire da questo punto: dalla comunità. Solo così riusciremo a riprendere la strada per i sentieri degli anni passati che si sono interrotti, a raccogliere i frammenti del bene che in qualunque maniera è stato costruito, a trovare risposta alle attese dei ragazzi di oggi che tante volte sono o appaiono lontanissimi dalla Chiesa, ma sicuramente portano dentro una profonda nostalgia di Dio”. Particolarmente apprezzata, la testimonianza portata all’assemblea diocesana dal vescovo di Cremona, Antonio Napolioni, sul ruolo della comunità parrocchiale.

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