Turchia: Amnesty, “aumentano pressioni internazionali per chiedere rilascio attivisti”

Pochi giorni dopo il rinvio in detenzione preventiva di sei difensori dei diritti umani in Turchia, la Commissione europea si è aggiunta ai governi e ai leader mondiali, tra cui Angela Merkel, per chiedere il loro rilascio immediato e incondizionato. Il 20 luglio un portavoce della Commissione europea ha chiesto il “rilascio immediato” dei sei difensori dei diritti umani, compresa Idil Eser, direttrice di Amnesty International Turchia. Un’analoga richiesta è stata fatta dai governi di Germania, Usa, Francia, Belgio, Irlanda e Austria. “La detenzione dei sei difensori dei diritti umani ha spinto alcuni leader mondiali a rompere il silenzio sulla crisi dei diritti umani in Turchia. Hanno detto le stesse cose in modo rapido e con inconsueta unità d’intenti. Ora spetta agli altri prendere la parola”, ha dichiarato John Dalhuisen, direttore di Amnesty International per l’Europa. “La richiesta che il mondo sta facendo alla Turchia di rilasciare immediatamente e senza condizioni i sei difensori dei diritti umani sta diventando sempre più forte, così come quella che il governo di Ankara ponga fine alla brutale repressione che ha devastato il Paese negli ultimi 12 mesi. I responsabili del sanguinoso tentativo di colpo di stato devono essere portati di fronte alla giustizia, ma questo non può essere usato come pretesto per eliminare ogni forma di dissenso pacifico”, ha aggiunto Dalhuisen. Ieri sera davanti al Colosseo si è svolto un flash mob per chiedere il rilascio immediato e incondizionato di Idil Eser e Taner Kilic, direttrice e presidente di Amnesty International Turchia, arrestati nell’ultimo mese e attualmente detenuti in attesa di processo “per la grottesca accusa di sostegno a organizzazioni terroristiche”.

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