Gerusalemme: Pizzaballa (Patriarcato Latino), “Chiedo pace. Il sospetto ceda alla conoscenza e alla fiducia”

”Pace che non è soppressione delle differenze, annullamento delle distanze, ma nemmeno tregua o patto di non belligeranza, garantito da accordi o separazioni. Chiedo una pace che sia accoglienza cordiale e sincera dell’altro, volontà tenace di ascolto e di dialogo, strade aperte su cui la paura e il sospetto cedano il passo alla conoscenza, all’incontro e alla fiducia, dove le differenze siano opportunità di compagnia e non pretesto per il rifiuto reciproco”. È il forte appello alla pace lanciato da monsignor Pierbattista Pizzaballa, al termine della sua ordinazione episcopale, celebrata il 10 settembre a Bergamo. Il nuovo Amministratore Apostolico del Patriarcato latino di Gerusaleme, nominato il 24 giugno scorso da papa Francesco, e ordinato vescovo nella sua terra natale, ha promesso un impegno personale nel servizio affinché: “Sorga per tutta la Chiesa e sugli uomini di quella terra, la pace di Gerusalemme”. “Voglio essere vescovo per tutti, per quanti mi sono affidati, innanzitutto. Ma anche per quanti condividono l’amore e la sollecitudine per il Medio Oriente, per ebrei e musulmani, per i più poveri, per la Chiesa intera” ha aggiunto mons. Pizzaballa. La situazione della Terra Santa è stata richiamata anche dal cardinale Leonardo Sandri, Prefetto della Congregazione per le Chiese orientali che ha presieduto la liturgia. “Tanti cuori in Terra Santa e particolarmente nel territorio del Patriarcato Latino hanno sete di giustizia e di pace: dimensioni fondamentali del vivere umano, che prima ancora che rivendicate come diritto dagli altri devono essere desiderate e operate nei rapporti dentro la Chiesa e tra le Chiese, oltre che con i credenti Ebrei e Musulmani. L’unico strumento nelle nostre mani per evitare che i cristiani emigrino dal Medio Oriente, o vengano fatti uscire da progetti non chiari – ha affermato il Prefetto – è trovare sempre forme antiche e nuove per essere Chiesa in uscita, che ha a cuore la promozione di spazi di incontro e riconciliazione”.

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