Iraq: aperto oggi a Erbil il summit del clero caldeo

Aperto oggi (fino a domani), a Erbil, nel Kurdistan irakeno, il summit del clero della Chiesa caldea. Secondo quanto si legge in una nota diffusa dal Patriarcato caldeo, l’evento serve a riflettere sui “rapidi cambiamenti politici e sociali” che si sono verificati in Iraq nell’ultimo decennio e che grande peso hanno avuto anche sulla “vita stessa del sacerdote”. Da qui la necessità, da parte della Chiesa caldea, di “trovare un nuovo stile di gestione” delle situazioni in atto e risposte ai bisogni dei fedeli “nel Paese natale e nella diaspora”. Per rilanciare l’azione pastorale, sottolinea la nota del Patriarcato, occorrono “nuove modalità” anche per “vivere il cammino sacerdotale” che richiede “una preparazione accurata” dal punto di vista culturale e psicologico. “Il sacerdote – si legge nella nota – deve essere testimonianza di Cristo” e vivere con la propria gente, condividerne il cuore “non con le parole, ma con il suo esempio”. In altre parole assumersi la “responsabilità” di quanto “sta accadendo” in una nazione e in una regione caratterizzata da “saccheggi, devastazioni, violenze e migrazioni”. Il patriarcato caldeo ha, infine, ricordato la giornata di digiuno e preghiera di venerdì 17 giugno, in “solidarietà” con i musulmani nel mese sacro di Ramadan. Condividere il digiuno e la preghiera, spiegano fonti del patriarcato, è stato “un messaggio di amore e fratellanza” e un segno di “rispetto” nelle relazioni fra musulmani e cristiani, oltre che un “rifiuto dell’ideologia estremista, della divisione e dell’odio”. In aggiunta alla giornata, il patriarcato caldeo ha stanziato 50mila dollari per l’acquisto di pacchi di cibo e altri generi di prima necessità da destinare alle famiglie sfollate di Anbar e Fallujah, in larghissima maggioranza musulmane.

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